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Editoriale - Settembre 2009
Gli editorialiAvete mai notato come, talvolta, i piccoli eventi della realtà si trasformano in inquietanti scene da film di fantascienza?




Se il buongiorno non si vede fin dal mattino
di Giancarlo Manfredi



“Era una gioia appiccare il fuoco.
Era una gioia speciale vedere le cose divorate, vederle annerite, diverse. Con la punta di rame del tubo fra le mani, con quel grosso pitone che sputava il suo cherosene venefico sul mondo, il sangue gli martellava contro le tempie, e le sue mani diventavano le mani di non si sa quale direttore d'orchestra che suonasse tutte le sinfonie fiammeggianti, incendiarie, per far cadere tutti i cenci e le rovine carbonizzate della storia. Col suo elmetto simbolicamente numerato 451 sulla solida testa, con gli occhi tutta una fiamma arancione al pensiero di quanto sarebbe accaduto la prossima volta, l'uomo premette il bottone dell'accensione, e la casa sussultò in una fiammata divorante che prese ad arroventare il cielo vespertino, poi a ingiallirlo e infine ad annerirlo.”
(Ray Bradbury, Fahrenheit 451)

Questa storia parte da due presupposti essenziali.
Il primo prevede che se i cittadini sono tenuti al rispetto di regole, normative e leggi, così uno Stato di diritto, nelle sue diverse emanazioni, ha il dovere di formare ed informare i cittadini ancora prima di reprimere e punire.
Il secondo vuole che le encomiabili organizzazioni di volontariato che sempre più vediamo operare sul territorio, non debbano assolutamente sostituirsi alle istituzioni preposte, Polizia, Vigili del fuoco, Guardia Forestale, ecc…, ma solo affiancare in ausilio, con la chiara ed unica finalità di aiutare il cittadino e la comunità.
Uno Stato assente, la percezione di arbitrarietà dell’applicazione della Giustizia, l’arroganza che una mera divisa possa sostituire la professionalità, sono elementi di disgregazione sociale pericolosi e forieri di un medioevo prossimo futuro.


Un rondista, ma qui ci vorrebbe Indiana Jones!!!

E’ ciò che penso mentre mi rigiro nel letto senza riuscire a prendere sonno: è tardi, ma il ricordo di una sgradevole esperienza non mi lascia in pace.
Ve la voglio raccontare senza nessuna pretesa di essere la fonte della verità e certo senza l’intenzione di ledere l’immagine altrui, ma di fatto così ho vissuto questa storia.
… Sono passate le sei e mezza di un tardo pomeriggio estivo, rientro dal lavoro – niente ferie quest’anno – e per rendermi utile a casa decido di portare il cane a spasso e di andare a gettare i rifiuti nel cassonetto.
Avanti a me transita sulla strada un fuoristrada con le insegne di un’associazione di volontariato: “colleghi”, penso, poiché da oltre dieci anni sono volontario anch’io nella Protezione Civile [link: http://www.protezionecivile.it/volontariato/index.php].
Cane al guinzaglio (Frodo è un piccolo meticcio) mi avvicino al cassonetto e con la coda dell’occhio mi accorgo che il veicolo con i suoi occupanti si è “occultato” tra le siepi di un accesso privato; il tempo di depositare la piccola busta dei rifiuti e mi trovo circondato da tre persone con addosso un’inquietante divisa paramilitare, occhiali a specchio e anfibi compresi.
E’ una scena paradossale, da film di fantascienza e in effetti più volte anche la saga di Star Trek ha presentato in questi sinistri panni le prepotenti “forze del male”.


Star Trek: serie classica, episodio “Gli schemi della forza”

Mi viene rapidamente mostrato e velocissimamente ritratto un tesserino – poteva anche essere quello della polizia di “Topolinia” vista la repentinità del gesto – “Guardie Zoofile: lei non poteva gettare l’immondizia prima delle 19 e 00, esiste un’ordinanza del Comune!”.
Si, penso tra me, effettivamente negli anni passati il Comune ha emesso un’ordinanza che regolamenta gli orari per lo smaltimento dei rifiuti, ma di solito l’affissione del documento era capillare – riportata su ogni cassonetto - e ben promossa.
Per quest’anno, verificherò in seguito,  non ve n’è traccia nemmeno sul sito web istituzionale.
“Oh, grazie, non lo sapevo: dalla prossima volta mi regolerò di conseguenza…”
“Dobbiamo fare un verbale!”
“Ma questa fantomatica ordinanza non è affissa da nessuna parte…”
“C’è nella bacheca del Comune.”
“Non è pensabile che una persona passi tutti i giorni al municipio, in orari d’ufficio, per leggersi gli annunci: ragazzi siate ragionevoli.”
“E non vedo la busta per le deiezioni del suo cane: un’infrazione passi, ma due!”
“Ma l’infrazione non è se il mio cane sporca e io non pulisco? Guardate che il cane non l’ha fatta per strada e comunque la bustina ce l’avevo: l’ho appena gettata insieme alla spazzatura. Tra l’altro qui – indico il prataccio incolto dove sono solito portare il mio piccolo meticcio – non si può parlare di strada o marciapiede.”
“Non importa se sei sulla strada o in mezzo ad un campo: documenti prego!”
“Documenti ?!?”
Allargo le braccia: sono quasi di fronte a casa, in pantaloncini, canottiera e sandali, non ho con me telefonino, chiavi e tanto meno documenti.
“Lei potrebbe essere multato per andare in giro senza documenti!”


Star Trek: Enterprise, episodio “Fronte della tempesta”

I tre mi sono vicini, fanno capannello, non sono particolarmente aggressivi o offensivi in maniera volgare, certo non ho modo di andarmene: mi posso solo qualificare dando i miei dati anagrafici, pur con il serio dubbio di star subendo un abuso. Ma i volontari non dovrebbero aiutare le persone, al limite educarle e, nel caso di reiterate scorrettezze limitarsi a segnalarle alle autorità competenti? Questi si sono addirittura nascosti fintanto che non ho gettato la busta dell’immondizia e minacciano verbali e pretendono documenti!
Che siano le tante famigerate ronde di cui parlano televisione e giornali?
Inizio ad innervosirmi, non vedo più in loro amici volontari, ma quelle camicie brune, il kepì e i distintivi che indossano mi ricordano drammaticamente ben altri tristi figuri: “Va bene,  – cerco un appiglio al senso delle relazioni nella nostra comunità – però sappiate che alle persone della “mia” associazione di Protezione Civile non farà proprio piacere sapere come mi state trattando.”
“Ci sta minacciando?”
“No, per carità, è solo una constatazione amichevole.”
Fortunatamente “mi rilasciano”, ma al di là della sensazione che forse riceverò una multa e dovrò perdere tempo per tutta la trafila del doveroso ricorso, rientro a casa con un senso di malessere per non essere stato capace di gestire meglio la situazione.


Star Trek: Voyager, episodio “Giochi di morte”

Adesso il sonno mi è definitivamente passato. Mi alzo, accendo il computer e scopro sull’internet che: in base della recente sentenza 298 del 26 gennaio 2007 del Consiglio di Stato, alle guardie ecologiche e zoofile sono attribuiti solo compiti di vigilanza, […] che nemmeno il prefetto non ha alcun potere di attribuire qualifiche di polizia giudiziaria, [… ] che la circostanza che in alcuni tesserini sia stato scritto che le guardie zoofile sono agenti di PG è un errore ed è priva di rilevanza giuridica. Che l’accertamento dei reati è riservato alle forze di polizia aventi competenza generale!
In conclusione le guardie zoofile sono “al più” normali guardie giurate private e per tale motivo la Legge attribuisce loro  solo il compito di vigilare, e che le loro segnalazioni non hanno alcuna fede privilegiata.
Non pretendo di essere un esperto in materia normativa e non sono certo il depositario della ragione assoluta: quello espresso è  solo il mio punto di vista.  Non ho nemmeno intenzione di contestare l’indubbia buona fede di questi volontari o di ledere l’immagine della loro associazione: sono i loro modi impropri di interpretare il volontariato che mi feriscono e che ritengo profondamente errati, offensivi e pericolosi.
Il compito dei volontari è quello di AIUTARE;  nel caso specifico da me riportato avrebbe dovuto consegnare copie dell’ordinanza comunale, distribuire ai padroni le bustine per le deiezioni dei cani, richiamare sì l’attenzione dei Vigili Municipali, ma solo nel caso di evidenti e, sottolineo, gravi abusi.
Tutto il resto rientra nella categoria del “solo chiacchiere e distintivo”!
Signori Sindaci, pensateci prima di firmare atti e decreti: per quanto “bravo” possa essere io volontario dell’antincendio boschivo non sarà mai all’altezza di un vigile del fuoco e certo le “camicie brune” che ho incontrato nulla avranno mai a spartire con le “vere” forze dell’ordine.
A meno che non servano a ben altri scopi…


Autore e volontari in partenza per l’Abruzzo

Nessuno di noi può certo negare la drammatica realtà di violenza e abusi che la nostra società sta vivendo quotidianamente, ma creare ronde di cittadini per l’accertamento di reati, sarebbe come favorire chi si auto proclama “più onesto degli altri” e una legge che attribuisse a privati compiti riservati a soggetti dipendenti da enti pubblici sarebbe sicuramente incostituzionale per la violazione del principio di eguaglianza fra i cittadini per la limitazione del diritto di difesa.
L’introduzione di queste “ronde” purtroppo assume anche un inquietante aspetto politico: l’ammissione della sconfitta da parte dello Stato; e qui la Storia  qualcosa ci dovrebbe insegnare.
Perché, alla fine, sarà unicamente colpa nostra se accetteremo, passivamente, qualsiasi controriforma alle conquiste di democrazia sociale dolorosamente conseguite dalle generazioni che ci hanno preceduto.

Postato Friday 28 August 2009 da kalt
 
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